La nostra associazione nasce dalla volontà e dalla passione di un gruppo di amici, in rappresentanza delle sette storiche Associazioni pavesi, allo scopo di rinverdire usi, costumi e tradizioni mai dimenticate e valorizzare il nostro Ticino, simbolo indiscusso della città.
Il giuramento degli atleti
Noi tutti atleti qui presenti: podisti, arcieri, vogatori, riuniti a rappresentar, della nostra Pavia, i fasti e la storia, giuriamo solennemente d’innanzi al Duca e la Duchessa e a tutti Voi testimoni di prendere parte alla disfida del Palio del Ticino nel vero spirito della sportività rispettando e osservando le regole che la governano per la gloria del Palio, della città di Pavia e l’onore della nostra squadra.
Lunga vita al Palio del Ticino!
Lo giurate voi?
- Lo giuro!
Ci siamo fatti carico dell'impegnativo compito di far nascere un nuovo "Palio del Ticino"; nuovo perché se il vecchio Palio dell'Oca trovava le sue radici addirittura all'epoca dei Galli, il nuovo Palio del Ticino, nato nel giugno del 2006, si ispira ad un avvenimento storico accaduto in epoca un pò più recente, nel XV secolo e per la precisione nel giugno del 1431.
In quel periodo il Duca era Filippo Maria, figlio di Caterina e di Gian Galeazzo Visconti.
Il tutto trae origine dallo scontro tra la flotta di Filippo Maria Visconti, Signore di Milano, guidata
da Pasino degli Eustachi, Pavese e Capitano Generale del Naviglio Ducale e della Darsena, e l'imponente flotta della Serenissima Repubblica di Venezia, comandata da Nicolò Travisano. I navigli ducali, salpati da Pavia per prevenire un attacco alla città nei pressi di Cremona, si imbattono nella flotta della Serenissima che, forte di un centinaio di navi cariche di soldati, risaliva il fiume proprio per portarsi ad assediare l'antica Ticinum.
Il rientro a Pavia fu trionfale e i Pavesi in segno di tripudio imbandierarono le imbarcazioni con tutto ciò che di più vivace e colorato avevano a disposizione, ivi comprese le divise degli ufficiali veneziani catturati, proprio da ciò pare derivi il termine "Gran Pavese" ancora oggi utilizzato per indicare le navi "pavesate" o da "pavesare" nei
giorni di festa. A tal fine vogliamo che il Palio, più che la battaglia, si porti appresso la gioia, la festa, il
giubilo per lo scampato pericolo, facendoli rivivere fino ai nostri giorni.